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Raccontare storie con i Mondi Virtuali


24 luglio 2012

 

Il linguaggio audiovisivo è difficile da praticare a scuola, per ragioni fin troppo evidenti: girare dei video è costoso, richiede attrezzature, richiede magari di uscire fisicamente dalla scuola.

Nonostante la media education stia entrando nelle indicazioni e nei programmi di molti paesi, problemi di tipo logistico, economico e metodologico continuano a limitare l’adozione, soprattuto in un approccio di produzione. Con il risultato che la produzione audiovisiva continua ad essere affrontata poco, al limite come disciplina specialistica destinata a pochi.

Se da un lato, quindi, tutti siamo “lettori” dell’ audiovisivo – tutti andiamo al cinema, tutti vediamo continuamente spot, videoclip etc. -  sono ancora in pochi quelli in grado di “scriverlo”.

E’ pur vero che, da quando c’è la Rete, è aumentato enormemente il numero di persone che producono e pubblicano video; ma, a ben guardare, è vero anche che la stragrande maggioranza dei video su YouTube si limita a registrare la realtà: lo spettatore/narratore, semplicemente, rappresenta e interpreta ciò che gli si para davanti agli occhi. Siamo lontani da quello che avviene con la scrittura alfabetica, che ci permette anche di inventare dei mondi con la stessa facilità, realistici o fantastici che siano.

I mondi virtuali ci offrono questa opportunità: rappresentare con il linguaggio audiovisivo quel che fino ad oggi, a scuola, poteva essere scritto solo con la penna.
In un mondo digitale user-created, diventa facile realizzare uno scenario, rappresentare una storia, e poi filmarla.

Ecco un esempio di quello che è possibile fare con i mondi virtuali, un software di editing video e – ovviamente – un pò di immaginazione…

YouTube è pieno di video come questi. Cercateli attreverso la parola “machinima” (vedi Wikipedia). Scoprirete una vera e propria galassia di storie girate da persone che adesso hanno un nuovo modo per raccontarle.


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