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Al BETT le parole chiave sono LIM, interazione, 3D


1 febbraio 2012

La fiera BETT si offre sempre come un momento ricco di spunti per monitorare l’andamento del mercato e le strategie adottate dalle aziende nazionali ed internazionali che operano nel settore educativo.

Si assiste ad una produzione massiccia di LIM, mercato abbracciato da numeri sempre crescenti di produttori di tecnologia e ad un consolidamento dell’hardware che si apre ad una più ampia diversificazione dell’offerta: LIM con schermi più grandi, LIM basate su tecnologia LCD  o l’ottimizzazione delle superfici piane per operare come se fossero interattive. Pare però subito evidente che il maggior investimento si sposta all’interno della macchina e si concentra sul potenziamento delle funzionalità autore che si fanno più immediate e facili da usare per creare lezioni multimediali ed interazioni con/sugli oggetti. In questa direzione si assiste anche ad un’integrazione di APP all’interno di alcuni di questi software.

Dal punto di vista dei contenuti si comincia a vedere un’offerta basata sulla realtà aumentata/QR code  e oggetti 3D da manipolare su superfici interattive anche in assenza degli appositi occhiali.

Le esperienze formative vengono rese sempre più immersive e meno mediate grazie all’impiego di superfici interattive che prendono la forma di tavoli di lavoro, banchi interattivi, interi pavimenti sui quali intervenire con i piedi fino ad intere stanze interattive.

Pare proprio che il computer, con queste premesse, inizi a farsi davvero trasparente…

Per un approfondimento si veda l’intervista al dott. Biondi, Capo dipartimento per la programmazione (MIUR):



 

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