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Il progetto

Dagli Ambienti di Apprendimento agli Scenari

In questa ottica la sperimentazione potrà far emergere una serie di scenari “possibili” che descrivano il passaggio dall’Ambiente di Apprendimento quale luogo (reale e virtuale) creato dalle relazione tra i soggetti, gli strumenti e gli spazi,  allo Scenario, inteso come la descrizione delle aspirazioni e delle pratiche che mirano a realizzare contesti di apprendimento desiderati dagli utenti.  Si tratta della narrazione d’uso di risorse, strumenti e servizi, delle interazioni, dei compiti e degli obiettivi e delle attività proposte nella cornice di un modello di ambiente di apprendimento. Lo scenario inoltre dovrà descrivere CHI impara, chi è lo studente; PERCHE’, con quale motivazione, e COSA impara, QUALI risorse, strumenti e servizi vengono impiegate nel processo di apprendimento.

Il progetto nasce come estensione dell’azione rivolta alle secondarie di primo grado nell’anno scolastico 2009/10 con una peculiarità rispetto allo scorso anno: le scuole partecipanti dovranno presentare un’ipotesi di progetto d’uso delle tecnologie e dell’ambiente classe (definita nel bando Idea 2.0) a partire dal quale una rete di Università seguirà l’evoluzione della sperimentazione nelle scuole primarie e nelle secondarie di primo grado. Una selezione di tutor-coach, invece, avrà in carico la realizzazione della sperimentazione nelle secondarie di secondo grado.

Da quanto emerso dall’analisi delle Idee 2.0 presentate dalle scuole le scelte prevalenti sono:

  • LIM e netbook
  • LIM e piattaforma moodle e altri strumenti web 2.0
  • LIM, risponditori e ebook

Il quadro che emerge fa supporre una limitata conoscenza dell’offerta del mercato delle tecnologie. La strategia culturale del progetto dovrebbe andare oltre l’uso di LMS e degli Ambienti di apprendimento ed orientarsi verso la creazione di ambienti di apprendimento personali e personalizzati creati dai soggetti coinvolti attraverso l’uso di servizi on line. In ragione di ciò è importante avere un panorama di offerte proposte dalle aziende e dagli editori del settore.

Ruolo Nuclei regionali dell’Agenzia: Documentazione delle pratiche


Due aspetti che dovranno essere presentati sin dall’avvio delle attività sono la documentazione ed il monitoraggio delle azioni.

Riguardo la documentazione, l’esperienza dello scorso anno ha dimostrato che la documentazione di processo è ancora un modalità di lavoro non sufficientemente matura tra gli insegnanti. Pertanto si dovrà procedere con una documentazione che parta dalla raccolta di tutti i documenti prodotti nel corso del progetto al termine del quale attraverso una riflessione comune e condivisa potrà prodursi una narrazione di quanto accaduto in maniera strutturata.

Questo comporta l’affiancamento in progress da parte dei Nuclei regionali dell’Agenzia alle scuole (in presenza e on line), l’illustrazione di modelli e strumenti per la documentazione multimediale, la pianificazione e realizzazione di un progetto di documentazione del processo che consenta di realizzare un prodotto finale per la disseminazione delle conoscenze maturate e delle innovazione realizzate.

Il monitoraggio invece va inteso non solo come un’azione esterna effettuata da soggetti terzi per rilevare, ma come un’occasione per identificare esperienze innovative sul territorio.


Nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale sono previsti due seminari di contatto. Uno per gli insegnanti di ciascun indirizzo scolastico. Entrambi i seminari verranno realizzati in maniera residenziale ed avranno la durata di due giornate lavorative. L’obiettivo dei seminari è quello di descrivere la cornice culturale nella quale l’azione Cl@ssi si iscrive rispetto al Piano Scuola Digitale e allo stesso tempo mettere gli insegnanti in situazione rispetto al lavoro che li aspetta per l’attuazione degli obiettivi del progetto.