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Il progetto

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A Montelupo Fiorentino in provincia di Firenze c’è un Istituto Comprensivo che da oltre un anno sta sperimentando un setting di apprendimento innovativo in tre classi di scuola primaria (due terze e una quarta nell’a.s. 2009-2010). Il setting di ciascuna classe è composto da una LIM, un notebook per ciascun docente (per progettare e predisporre attività e contenuti didattici), un notebook touch screen per ciascun alunno (per le attività in classe e per i compiti a casa), un tavolo interattivo per le attività di gruppo, il tutto interconnesso in una rete locale e con accesso Internet a banda larga.

La sperimentazione rientra nell’ambito di un progetto di ricerca che vede la partecipazione di numerosi partner: ANSAS, Intel Corporation Italia, Smart technologies, Microsoft Italia s.r.l, Asphi fondazione onlus, e il Dipartimento di Scienze umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.

 

Una delle classi che sperimentano il setting innovativo presso l’IC Baccio da Montelupo
(foto di Giuseppe Moscato)

 

Nel primo anno il progetto si prefigge di valutare l’impatto dell’utilizzo di tecnologie interattive per la didattica e della rete sul clima sociale e sulle relazioni che si instaurano rispetto a forme di apprendimento cooperativo. L’ambiente di apprendimento integrato dalle ICT ha infatti messo a disposizione delle docenti opportunità diversificate di sperimentazione di attività didattiche e dei ricercatori contesti sociali molteplici da osservare ed analizzare: la LIM come superficie di lavoro condivisa con l’intera classe, il tavolo interattivo con focus su attività didattiche da svilupparsi attraverso la negoziazione tra alunni di gruppi di lavoro specifici, il netbook personale per l’apprendimento in classe (individuale o a gruppi) ma anche per l’attività a casa.

In classe la sperimentazione ha riguardato l’uso interconnesso della LIM e dei netbook degli alunni con attività didattiche che alternavano momenti di lezione frontale con momenti di  gruppo e individuali e la possibilità per il docente di organizzare e guidare le attività inviando file ai netbook di tutti i ragazzi oppure di differenziare i compiti per singoli o gruppi. I docenti avevano l’opportunità di richiamare in ogni momento l’attività svolta sul singolo netbook sulla lavagna trasformando l’attività individuale in un momento di confronto col gruppo-classe o di condividere passaggi o momenti cruciali del lavoro dei singoli.

L’impianto di ricerca e osservazione è basato su metodologie e strumenti di tipo qualitativo con interviste, questionari, elaborazioni grafiche, diari di bordo, focus group, osservazioni dirette e videoregistrazioni che hanno coinvolto di volta in volta i diversi attori (diretti ed indiretti) della sperimentazione (alunni, docenti, dirigente scolastico, genitori).

Un rapporto sugli esiti del primo anno di sperimentazione è attualmente in fase di elaborazione con l’obiettivo di aprire una interessante finestra di dibattito e riflessione sul ruolo delle nuove tecnologie rispetto alle relazioni che si instaurano nell’aula scolastica (intesa come micro-cosmo legato ad uno specifico gruppo, di alunni e di docenti, che apprende insieme) tra i diversi attori coinvolti nel processo di insegnamento-apprendimento.